Comune di San Martino al Tagliamento

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Arte e Cultura

Il paese dove sono affiorati molti reperti di epoca romana, ma che nel nome lascia supporre un insediamento longobardo-carolingio, ha un discreto patrimonio artistico. Nell'oratorio dei SS. Filippo e Giacomo (1496) ad Arzenutto, oltre ad un altare ligneo con statue attribuito a Domenico da Tolmezzo (fine XV secolo), si può ammirare un interessante ciclo di affreschi di Pietro da San Vito (1515) e, in qualche tratto, del coevo Bellunello. Nella parrocchiale di San Martino (XIV secolo, rimaneggiata nel XVI e nel XIX ) sono state salvate alcune opere degli affreschi precedenti: un affresco esterno (poco leggibile) di G.A. Pordenone (1517); battistero lapideo del medunese Baldassare (1536); crocifisso ligneo (XVI secolo); due pale di P.Amalteo (1548 e 1557), confessionale barocco (XVII secolo); gruppo della Trinità in pietra (XVIII secolo); reliquiario (XIX secolo).

A Postoncicco c'è una chiesetta (XVII secolo) con altare barocco e bella pala. Nella stessa località sorgono anche interessanti edifici privati: villa Partenio-Pinni-Asquini (XVII secolo, con vasto parco) è diventata casa colonica; in cattivo stato è pure villa Facchin. Ma sono interessanti Villa Italia e soprattutto palazzo di Prampero (secoli XVII-XIX su ex convento del XV secolo): più volte nel secolo scorso ospitò lo scrittore veneto-friulano I. Nievo, che da Pisana di Prampero prese il nome della protagonista del suo capolavoro "Confessioni di un Italiano", e dalla cucina del palazzo, l'idea della "cucina di Fratta", così nota a chi abbia cognizione di letteratura ottocentesca. Il palazzo con annessi rustici, ha vasto parco e un'antica chiesetta.

?????????????di lettura e comprensione del messaggio sacro. Venne perfino copiata, un paio di secoli dopo, nella parrocchiale di S. Martino di Campagna.

????????????Il secondo dipinto, del 1565, ha tono più spesso e cordiale. Nella Chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo ad Arzenutto, piacevole piccolo edificio preceduto da un portico, interessante ciclo d'affreschi di Pietro da San Vito (1515): la decorazione presenta momenti di modestia tecnica ma rivela abbastanza chiaramente quale fosse la pittura friulana di periferia. Nella volta del coro, i Padri della Chiesa, i quattro Evangelisti in cattedra tra i loro simboli, Angeli e Santi; nella parete sinistra Cristo che porta la croce, Storie della vita di S. Filippo e Apostoli; in quella di destra Resurrezione, Storie della vita di S. Giacomo, Apostoli; nella parete di fondo il Giudizio universale. Purtroppo lo stato di conservazione non è dei migliori ed impedisce di gustare certi piccoli particolari che sono forse l'aspetto più fresco e felice dell'intero complesso pittorico. Ad Andrea Bellunello (fine secolo XV) sembra invece risalire la pittura di una Madonna con Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco e due angeli reggicandelabro in una nicchia vicino al coro, notevole per il grafismo, per il senso del colore ed un buon uso del chiaroscuro che riscattano la povertà d'impaginazione. Nella chiesa anche un altarolo ligneo, trittico con le statue della Madonna in trono con Bambino nello scomparto centrale e dei Ss. Filippo e Giacomo in quelli laterali. È opera stilisticamente databile tra Quattro e Cinquecento (con qualche prevalenza per il XVI secolo), vicina ai modi della bottega di Domenico da Tolmezzo.