Denuncia di nascita

Cosa devo fare

l 18 maggio 1997 è entrata in vigore la legge 15 maggio 1997, n.127 (in Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 1997, n.113), che ha modificato l'ordinamento dello stato civile nella parte riguardante la dichiarazione di nascita.

Prima di questa riforma, soltanto l'ufficiale di stato civile del Comune di nascita poteva ricevere la relativa dichiarazione. D'ora in poi, ciò potrà essere fatto anche presso un "centro di nascita", cioè l'ospedale o la casa di cura dove è nato il bambino, davanti al direttore sanitario.
Quest'ultimo, che può delegare per la sola ricezione della dichiarazione una persona addetta alla direzione sanitaria, deve trasmettere la dichiarazione stessa all'ufficiale di stato civile competente. Per il caso di dichiarazione fatta presso un centro di nascita, è opportuna la formazione di un processo verbale, i cui modelli sono stati predisposti dal Ministero della Giustizia, che ha diramato una circolare di istruzioni sull'applicazione della legge n.127/1997 nell'esercizio della sua potestà di dettare direttive in materia.
Il direttore sanitario nell'esercizio dei nuovi compiti assegnatigli dalla legge:

  • riveste la qualità di pubblico ufficiale;
  • è messo dalla legge sullo stesso piano dell'ufficiale di stato civile;
  • ha rapporti funzionali con l'ufficiale di stato civile, con il procuratore della Repubblica presso il tribunale (che esercita la vigilanza sullo stato civile) e con il Ministero della Giustizia (per quanto già detto).

Quando avviene una nascita è obbligatorio fare la dichiarazione di nascita per l'iscrizione del nuovo nato nel registro comunale dello stato civile.

Chi fa la dichiarazione 

Possono fare la dichiarazione di nascita:

  • uno qualsiasi dei genitori;
  • soltanto uno dei genitori, nel caso di dichiarazione presso un Comune diverso da quello di nascita;
  • una qualsiasi persona con procura speciale di uno dei genitori;
  • un medico che abbia assistito al parto;
  • un'ostetrica che abbia assistito al parto;
  • qualsiasi persona che abbia assistito al parto.

Chi fa la dichiarazione deve sempre rispettare l'eventuale volontà della madre di non essere nominata.

Chi riceve la dichiarazione

La dichiarazione di nascita può essere ricevuta, alternativamente da:

  • il direttore sanitario di un centro di nascita, cioè l'ospedale o la casa di cura dove è avvenuta la nascita;
  • l'ufficiale di stato civile del Comune nel cui territorio è avvenuta la nascita;
  • l'ufficiale di stato civile del Comune nel cui territorio è avvenuta la nascita;
  • l'ufficiale di stato civile del Comune di residenza della madre diverso da quello di nascita, quando i genitori hanno residenze differenti;
  • l'ufficiale di stato civile del Comune di residenza del padre diverso da quello di nascita, quando i genitori hanno residenze differenti e la madre è d'accordo.

Dove devo andare

La dichiarazione di nascita può essere fatta, alternativamente presso:

  • un centro di nascita, cioè l'ospedale o la casa di cura dove è avvenuta la nascita
  • il Comune nel cui territorio è avvenuta la nascita
  • il Comune di residenza dei genitori, se diverso da quello di nascita
  • il Comune di residenza della madre, se diverso da quello di nascita, quando i genitori hanno residenze differenti
  • il Comune di residenza del padre, se diverso da quello di nascita, quando i genitori hanno residenze differenti e sono d'accordo (l'esistenza dell'accordo, che può essere raggiunto anche in modo informale, può essere attestato dal padre sotto la propria personale responsabilità nella dichiarazione di nascita che acquista, per questa parte, valore di dichiarazione sostitutiva).

La dichiarazione di nascita può essere ricevuta, alternativamente presso:

  • un centro di nascita, cioè l'ospedale o la casa di cura dove è avvenuta la nascita
  • il Comune nel cui territorio è avvenuta la nascita
  • il Comune di residenza dei genitori, se diverso da quello di nascita
  • il Comune di residenza della madre, se diverso da quello di nascita, quando i genitori hanno residenze differenti
  • il Comune di residenza del padre, se diverso da quello di nascita, quando i genitori hanno residenze differenti e sono d'accordo (l'esistenza dell'accordo, che può essere raggiunto anche in modo informale, può essere attestato dal padre sotto la propria personale responsabilità nella dichiarazione di nascita che acquista, per questa parte, valore di dichiarazione sostitutiva).

Come

La dichiarazione deve essere fatta:

  • oralmente
  • senza bisogno di testimoni
  • entro il termine di: tre giorni dalla nascita, se fatta presso un centro di nascita dieci giorni dalla nascita, se fatta presso un Comune.

La dichiarazione deve essere ricevuta:

  • iscrivendola nei registri dello stato civile, se ricevuta in Comune
  • formando un verbale se ricevuta presso un centro di nascita
  • senza bisogno di testimoni
  • entro il termine di tre giorni dalla nascita se ricevuta presso un centro di nascita
  • entro il termine di dieci giorni, se ricevuta presso un Comune.

Per il caso di dichiarazione ricevuta presso un centro di nascita, il direttore sanitario ha l'obbligo di trasmettere la dichiarazione stessa, entro dieci giorni dalla sua ricezione, all'ufficiale di stato civile del Comune di residenza dei genitori del nuovo nato o, nel caso che questi abbiano residenze diverse, del Comune di residenza della madre.

Riconoscimento paternità e maternità

Dichiarazione per il riconoscimento di un figlio naturale successivamente alla denuncia di nascita.
La dichiarazione puo' essere resa davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune dove e' avvenuta la nascita od in un altro Comune della Repubblica. Per informazioni o chiarimenti rivolgersi all'Ufficio Stato civile.

Atto di nascita ???

La dichiarazione di nascita  è  resa da uno dei genitori (presentando i documenti di identità), da un procuratore speciale, ovvero dal medico o dall'ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata.

Dove devo andare

Può essere resa entro dieci giorni dalla nascita presso il comune nel cui territorio è avvenuto il parto o in alternativa, entro tre giorni, presso la direzione sanitaria dell'ospedale o casa di cura ove e' avvenuto la nascita. In quest’ultimo caso, la dichiarazione  può contenere anche il riconoscimento contestuale del figlio naturale.

Ai fini della trascrizione, la dichiarazione è trasmessa all'ufficio di stato civile del comune nel cui territorio è situato il centro di nascita  o su richiesta dei genitori, al loro comune di residenza.

I genitori  hanno anche la facolta’ di dichiarare, entro dieci giorni dal parto, la nascita nel proprio comune di residenza. Nel caso in cui i genitori non risiedono nello stesso comune, salvo diverso accordo tra loro, la dichiarazione di nascita è resa nel comune di residenza della madre. 

Cittadini stranieri

I cittadini stranieri devono presentare il passaporto ed in caso di riconoscimento di figlio naturale, una dichiarazione della loro ambasciata o consolato da cui risulti che, in relazione all'applicazione del diritto internazionale privato, nulla osta al riconoscimento secondo la legge nazionale del proprio paese.
I genitori stranieri che intendono far attribuire al nato il cognome previsto dalla loro legge nazionale dovranno produrre idonea documentazione consolare o della ambasciata da cui si rilevi l'esatto cognome che il bambino dovra' assumere secondo le vigenti leggi di quello stato.

 

Disconoscimento della paternità

L'azione per il disconoscimento di paternità del figlio concepito durante il matrimonio è consentita solo nei casi seguenti:

  • se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso fra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita;
  • se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare;
  • se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio.
    In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità.

La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.

L'azione di disconoscimento può essere esercitata anche dalla madre o dal figlio che ha raggiunto la maggiore età in tutti i casi in cui può essere esercitata dal padre.